stile-di-vita-sedentario

Stile di Vita Sedentario

C’è un tempo per ogni cosa: un tempo in cui alcuni problemi di salute non esistevano, dunque, alcune cure non servivano; un tempo in cui all’insorgere di nuovi problemi di salute bisognava trovare delle cure: come quando – ad esempio – è nata la Penicillina, il primo antibiotico scoperto dal microbiologo inglese Alexander Fleming, nel suo laboratorio di St. Martin, a Londra nel 1928, che sancì ufficialmente la nascita degli antibiotici, il che rappresentò una novità anche per i medici di allora. Oggi è un tempo diverso dal 1928, siamo esposti ad un ambiente diverso da prima: spendiamo troppo tempo al chiuso, seduti davanti una scrivania, e poco tempo all’aperto alla luce del sole; c’è l’inquinamento (chimico ed elettromagnetico); c’è il carico di stress, dormiamo male, la vita media si è allungata, ecc. Il mondo è cambiato e dobbiamo contribuire a fare in modo che il nostro corpo (e quello dei tuoi pazienti) viva bene in questo mondo, nonostante il cambiamento. In relazione al nuovo ambiente abbiamo sviluppato non solo abitudini e necessità diverse, ma anche problemi di salute diversi ai quali, come la storia ci insegna, bisogna trovare nuove cure.

Col cambiare dei problemi di salute, infatti, dobbiamo cambiare il modo in cui ci approcciamo alla salute. Prima di addentrarci nelle nuove scoperte che cambieranno per sempre la medicina per come la conosciamo oggi, Proprio come fece la Penicillina nel 1928, analizziamo ora i cinque problemi più grandi, riconducibili allo stile di vita più ampiamente diffuso nella società moderna industrializzata, che hanno causato l’insorgere di nuove malattie. Alle quali arriveremo solo nelle prossime pagine, dopo aver analizzato l’intero contesto generativo, altrimenti sarebbe difficile comprenderle e soprattutto riuscire a risolverle per il bene dei tuoi pazienti.

Il primo grande problema è che nella sua lunga evoluzione, durata centinaia di milioni di anni, da quadrupede a ottimo camminatore e discreto arrampicatore, oggi l’uomo, dopo aver conquistato la postura bipodalica, sembra paradossalmente aver invertito la rotta evolutiva adottando abitudini di vita che lo portano a “rannicchiarsi” sempre di più su se stesso, sotto il peso di stress ambientali ed emotivi, e ad essere vittima di una pericolosa sedentarietà.

Viviamo, infatti, all’interno di una società che spinge l’uomo in posture e stili di vita poco naturali e poco fisiologici. L’uomo di oggi, seduto davanti a un computer tante ore al giorno, è iper stressato, in tensione per il mondo del lavoro sempre più duro e contratti sempre più a termine, è chiamato a farsi valere, a spingere ininterrottamente sull’acceleratore, a garantire alti livelli di performance.

La nostra storia ci ha accidentalmente portati a condurre un pericoloso stile di vita sedentario. Spendiamo tanto tempo seduti a una scrivania, adottando le più sbagliate posture alla nostra postazione di lavoro per almeno otto ore al giorno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la sedentarietà come il quarto fattore di rischio per la mortalità globale, dopo la pressione alta, il consumo di tabacco e un elevato livello di glucosio nel sangue.
Secondo dati Istat (2015) ogni anno muoiono circa 3,2 milioni di persone a causa di scarsa attività fisica. La sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutti i decessi, pari a circa 90.000 morti all’anno in Italia.

Lo stile di vita attuale, che ha portato l’uomo a rannicchiarsi sempre di più su se stesso davanti a un computer, ci costringe a lavori sedentari, a passare tante ore protesi davanti a uno schermo o con uno smartphone in mano e una postura inequivocabilmente errata, sin da giovane età.

Anche nel tempo libero diamo, in media, poca importanza alla pratica di stili di vita sani e dedichiamo poche ore a fare attività fisica all’aperto. Ignorando le fatali conseguenze a cui l’intera società globale sta irrimediabilmente andando incontro.